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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:24:47
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Il Visual Basic (formalmente abbreviato VB) è un linguaggio di programmazione event driven, la cui sintassi deriva dal BASIC. Sviluppato dalla Microsoft, il Visual Basic è particolarmente noto per: * la sua semplicità d'uso (non utilizza formalità di punteggiatura tipica di quasi tutti gli altri linguaggi); * il suo ambiente di lavoro RAD che permette di realizzare in breve tempo interfacce GUI anche complesse; * il pratico accesso alle basi dati; * la creazione di controlli ActiveX con il linguaggio stesso (nelle precedenti versioni si doveva usare il linguaggio C). Tramite l'integrazione dei controlli VBX (nelle versioni a 16 bit), dei controlli OCX (presenti nelle versioni a 32 bit) e dei collegamenti OLE presenti nell'ambiente di lavoro o realizzati da altri programmatori è possibile ampliare le potenzialità del linguaggio, aggiungendo nei propri progetti nuove funzioni o funzioni più complete. Il Visual Basic è stato (e lo è tuttora, anche se sta venendo lentamente soppiantato da Visual Basic .NET) uno dei linguaggi più utilizzati al mondo. La sintassi di Visual Basic è stata utilizzata da Microsoft per sviluppare alcuni linguaggi destinati alle applicazioni Microsoft Office e di tipo Script per funzioni interne al sistema operativo e per il web: * Visual Basic for Applications (VBA) è incluso nelle applicazioni Microsoft Office (Word, Excel e Power Point) e anche in diversi prodotti di terze parti (per esempio, WordPerfect Office 2002). Dovendo controllare aspetti tipici del funzionamento delle applicazioni, VBA non è implementato allo stesso modo e prevede comandi specifici e unici per ogni applicazione. * VBScript è un linguaggio di scripting che viene eseguito dal sottosistema Windows Script Host di Windows, anziché dal runtime VB. Queste differenze possono aver effetto sulle performance. Gli usi di questo linguaggio sono molteplici: o linguaggio predefinito per le pagine ASP; o automazione del Sistema Operativo Windows, scrivendo direttamente script per il sottosistema Windows Script Host; o codice lato client per le pagine web. In questo ambito, il VBScript è interpretato solo dal browser Internet Explorer. La maggior parte delle applicazioni internet fa uso di Javascript, supportato da tutti i principali browser. l Visual Basic è stato progettato per essere utilizzabile da tutte le categorie di programmatori, sia principianti sia esperti. Il progetto di base è una finestra standard di Windows vuota, che dispone solo dei pulsanti fondamentali riduci a icona, ingrandisci e chiudi. La finestra può essere, quindi, popolata con gli elementi tipici di cui sono costituite le interfacce dei programmi: pulsanti, caselle di testo, checkbox, ecc. Questi elementi vengono posizionati sulla finestra semplicemente utilizzando la tecnica del "drag and drop" (trascina e lascia); una barra degli strumenti mostra tutti i controlli che sono disponibili. La finestra e i controlli hanno delle proprietà , una serie di attributi che ne descrivono ogni caratteristica, e degli eventi, che sono richiamati quando l'utente e il sistema interagiscono con loro. Al momento della creazione di un controllo o di una finestra, le loro proprietà vengono inizializzate con dei valori predefiniti. Successivamente, i valori di alcune proprietà potranno essere cambiati "al momento" (design time) oppure durante l'esecuzione del programma (run time), creando così un'interfaccia dinamica. Un'applicazione Visual Basic può essere formata da una o più finestre, o da una singola finestra che ne contiene altre (applicazione MDI). I controlli forniscono le funzionalità di base per l'applicazione; il programmatore potrà sfruttare queste funzionalità per eseguire calcoli o generare degli eventi e inserire logica addizionale negli eventi predefiniti. Per esempio, una ComboBox automaticamente visualizza la sua lista e permette all'utente di selezionare un elemento; un gestore di evento è chiamato quando un elemento viene selezionato. Qui il programmatore può scrivere il codice da eseguire sulla base dell'elemento selezionato. In alternativa, un componente Visual Basic può non avere un'interfaccia utente, ma interagire con altri programmi implementando una serie di funzionalità . In questo caso parliamo di un processo lato "server" o di un modello "add-in". Il Visual Basic ha creato il primo mercato commerciale di componenti riutilizzabili; esistono migliaia di componenti di terze parti disponibili per gli sviluppatori. Il Visual Basic rende semplice sviluppare e riutilizzare componenti, comunque non è semplice riutilizzare finestre create per un'applicazione all'interno di un'altra per la natura stessa del linguaggio.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:22:18
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JavaScript è un linguaggio di scripting orientato agli oggetti comunemente usato nei siti web. Fu originariamente sviluppato da Brendan Eich della Netscape Communications con il nome di Mocha e successivamente di LiveScript, ma in seguito è stato rinominato "JavaScript" ed è stato formalizzato con una sintassi più vicina a quella del linguaggio Java di Sun Microsystems. JavaScript è stato standardizzato per la prima volta tra il 1997 e il 1999 dalla ECMA con il nome ECMAScript. L'ultimo standard, del dicembre 1999, è ECMA-262 Edition 3, e corrisponde a JavaScript 1.5. È anche uno standard ISO. Il cambio di nome da LiveScript a JavaScript si ebbe più o meno nel periodo in cui Netscape stava includendo il supporto per la tecnologia Java nel suo browser Netscape Navigator. La scelta del nome si rivelò fonte di grande confusione. Non c'è una vera relazione tra Java e JavaScript; le loro somiglianze sono soprattutto nella sintassi (derivata in entrambi i casi dal linguaggio C); le loro semantiche sono piuttosto diverse, e in particolare i loro object model non hanno relazione e sono ampiamente incompatibili. Dato il successo di JavaScript come linguaggio per arricchire le pagine web, Microsoft sviluppò un linguaggio compatibile, conosciuto come JScript. La necessità di specifiche comuni fu alla base dello standard ECMA 262 per ECMAScript, di cui sono state pubblicate tre edizioni da quando il lavoro iniziò, nel novembre 1996. Ajax, acronimo di Asynchronous JavaScript and XML, è una tecnica di sviluppo web per creare applicazioni web interattive. L'intento di tale tecnica è quello di ottenere pagine web che rispondono in maniera più rapida, grazie allo scambio in background di piccoli pacchetti di dati con il server, così che l'intera pagina web non debba essere ricaricata ogni volta che l'utente effettua una modifica. Questa tecnica riesce, quindi, a migliorare l'interattività , la velocità e l'usabilità di una pagina web. AJAX è asincrono nel senso che i dati extra sono richiesti al server e caricati in background senza interferire con il comportamento della pagina esistente. Normalmente le funzioni richiamate sono scritte con il linguaggio JavaScript. AJAX è una tecnica multi-piattaforma utilizzabile su molti sistemi operativi, architetture informatiche e browser web, ed esistono numerose implementazioni open source di librerie e framework. La tecnica Ajax utilizza una combinazione di: * HTML (o XHTML) e CSS per il markup e lo stile; * DOM (Document Object Model) manipolato attraverso un linguaggio ECMAScript come JavaScript o JScript per mostrare le informazioni ed interagirvi; * l'oggetto XMLHttpRequest per l'interscambio asincrono dei dati tra il browser dell'utente e il web server. In alcuni framework Ajax e in certe situazioni, può essere usato un oggetto Iframe invece di XMLHttpRequest per scambiare i dati con il server e, in altre implementazioni, tag <script> aggiunti dinamicamente (JSON); * in genere viene usato XML come formato di scambio dei dati, anche se di fatto qualunque formato può essere utilizzato, incluso testo semplice, HTML preformattato, JSON e perfino EBML. Questi file sono solitamente generati dinamicamente da script lato server. Come DHTML o LAMP, Ajax non è una tecnologia individuale, piuttosto è un gruppo di tecnologie utilizzate insieme. Le applicazioni web che usano Ajax richiedono browser che supportano le tecnologie necessarie (quelle dell'elenco sopra). Questi browser includono: Mozilla, Firefox, Opera, Konqueror, Safari e Internet Explorer. Tuttavia, per specifica, "Opera non supporta la formattazione degli oggetti XSL".
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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:19:08
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I fogli di stile a cascata (dall'inglese CSS Cascading Style Sheets), detti semplicemente fogli di stile, vengono usati per definire la rappresentazione di documenti HTML e XHTML. Le regole per comporre i fogli di stile sono contenute in un insieme di direttive (Recommendations) emanate a partire dal 1996 dal W3C. L'introduzione dei fogli di stile si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine HTML che per gli utenti. Una pagina web è formata fondamentalmente da due elementi: i contenuti veri e propri e la formattazione ovvero l'aspetto con cui i contenuti sono mostrati all'utente. Il linguaggio HTML (e la sua evoluzione XHTML) ha come scopo quello di gestire i contenuti, specificandone la struttura attraverso tag diversi. Ogni tag (ad esempio <h1> o <p>) specifica un diverso ruolo dei contenuti che contrassegna (quindi il tag <h1> definirà un'importanza maggiore del tag <p>). I browser che interpretano il codice (X)HTML mostrano all'utente formattazioni predefinite per ogni tag che incontrano (così ad esempio i contenuti marcati con il tag <h1> avranno carattere 18pt e i contenuti marcati da <p> avranno carattere 12pt). Tuttavia questa formattazione è completamente sotto il controllo dell'utente, che può modificarla nelle Impostazioni del suo browser. Per permettere agli autori di definire l'aspetto delle loro pagine, dal 1993 in poi Netscape Navigator ed Internet Explorer, i due browser che si disputavano gli utenti nella nota guerra dei browser, presentarono tag proprietari, ovvero non aderenti agli standard e non compatibili con i browser concorrenti. Un esempio di questi tag è <font>. Questi tag proprietari di formattazione erano l'unico modo per gli autori di definire la formattazione e così il loro uso è diventato massiccio. Tuttavia questi tag presentano tre problemi: 1. Il primo problema è costituito dalla lunghezza di questi tag. Se confrontata con una pagina che adotta il linguaggio CSS, una pagina che non lo adotta è in genere più pesante (in termini di bit) in un rapporto che spesso raggiunge il 200%. Inoltre le istruzioni CSS possono essere raccolte in un file esterno che rimane memorizzato nella cache del browser, riducendo ulteriormente la quantità di dati che i server devono trasmettere. 2. Il secondo problema risiede nella mancanza di logica del codice (X)HTML. Un codice non aderente agli standard, ridondante e confuso comporta infatti molto lavoro aggiuntivo per i browser, che devono cercare di correggere ed interpretare (quando possibile) direttive arbitrarie. 3. Il terzo problema comincia a diventare sempre più rilevante ed è la mancanza di compatibilità con i nuovi computer palmari e gli smartphone. Queste pagine infatti sono progettate per schermi con risoluzione minima 800x600 pixel. I palmari, che hanno una risoluzione inferiore ed una forma dello schermo ben diversa dal rapporto 4:3 dei monitor per computer, si trovano quindi impossibilitati a visualizzare correttamente la pagina e l'utente dovrà tentare di "decodificarla", operazione spesso molto scomoda. Si tende ad evidenziare anche un'ulteriore questione, nelle pagine web non standard, ovvero l'uso del tag <table> (le tabelle) per realizzare l'impaginazione delle pagine web. Questo viene considerato dai puristi come inaccettabile in quanto le tabelle sono pensate per impaginare dati tabulari e non layout web. In realtà l'unico svantaggio serio di questo sistema è l'incredibile peso delle pagine, come già indicato al problema 1. CSS 1 [modifica] Per tentare di risolvere questa situazione, nel 1996 il W3C emanò le specifiche CSS 1. I CSS 1 erano un interessante sistema per separare contenuto da formattazione. La base di questo linguaggio, infatti, consisteva nel fatto che il contenuto sarebbe stato sempre definito dal codice (X)HTML, mentre la formattazione si sarebbe trasferita su un codice completamente separato, il CSS appunto. I richiami tra i due codici venivano effettuati tramite due particolari attributi: class e ID. Queste specifiche: 1. Erano un'efficace soluzione al primo problema (escludendo la questione del tag <table>) perché riducevano notevolmente le dimensioni della pagine. 2. Risolvevano il secondo in modo parziale perché consentivano al codice (X)HTML di ritornare in gran parte semplice ed essenziale, ma presentavano qualche mancanza che costringeva a ricorrere ai tag HTML. 3. Non prendevano però in considerazione il terzo, dato che nel 1996 i PDA (i palmari) erano scarsamente diffusi. I CSS 1 Sviluppavano un'idea semplice ma efficace, ma nonostante le loro grandi potenzialità non ebbero successo a causa della mancanza di browser in grado di supportarli. CSS 2 e CSS 2.1 Per includere nuove funzionalità e rendere i CSS un linguaggio ben supportato, nel 1998 il W3C emanò le specifiche CSS 2 e nel 2004 le specifiche CSS 2.1. I CSS 2 sono la naturale evoluzione dei CSS 1 ed offrono potenti soluzioni per risolvere soprattutto il problema tre, con la possibilità di creare fogli di stile separati per i dispositivi portatili. Anche il problema due è ormai pienamente risolvibile, scrivendo una pagina (X)HTML esclusivamente indirizzata alla struttura e ai contenuti e manovrandola poi esclusivamente con i CSS per impaginarla. Con la comparsa di Internet Explorer 5, di Firefox e di Opera 7, i CSS 2 hanno potuto avvalersi di browser in grado di interpretarli e sono quindi entrati a far parte del codice di molti siti web. CSS 3 Le specifiche CSS 3 non sono state ancora rilasciate, sebbene il W3C pubblichi costantemente informazioni sulle novità in fase di sviluppo. I CSS 3 dovrebbero presentare soluzioni per la correzione di alcuni bug di interpretazione di Internet Explorer, migliorie nella gestione degli sfondi e una soluzione per realizzare i bordi arrotondati la cui realizzazione affligge i webdesigner da tempo.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:15:50
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L'XML, acronimo di eXtensible Markup Language, ovvero «Linguaggio di marcatura estensibile» è un metalinguaggio creato e gestito dal World Wide Web Consortium (W3C). È una semplificazione e adattamento dell'SGML, da cui è nato nel 1998, e permette di definire la grammatica di diversi linguaggi specifici derivati. Rispetto all'HTML, l'XML ha uno scopo ben diverso: mentre il primo è un linguaggio creato principalmente per la descrizione e la formattazione di pagine web e, più in generale, di ipertesti, il secondo è un metalinguaggio utilizzato per creare nuovi linguaggi, atti a descrivere documenti strutturati. Mentre l'HTML ha un insieme ben definito e ristretto di tag, con l'XML è invece possibile definirne di propri a seconda delle esigenze. L'XML è oggi molto utilizzato anche come mezzo per l'esportazione di dati tra diversi DBMS. Un documento XML viene considerato Well Formed se non contiene errori di sintassi, tutti tag sono bilanciati ed esiste un unico nodo radice che contiene tutti gli altri. Se il documento è well formed e in più rispetta i requisiti strutturali definiti nel DTD o nell'XML Schema si dice Valid. L'HTML tradizionale non è un vero standard data la sua eccessiva flessibilità ed il suo funzionamento immutato anche in presenza di errori semantici, sintattici e grammaticali. Ad affiancarlo c'è XHTML, ovvero l'HTML tradizionale basato su XML, con la sua struttura rigida e con le sue stesse regole. Ad esempio in XHTML, al contrario che in HTML tradizionale, i tag vuoti vanno chiusi con uno slash (/) finale, gli attributi vuoti devono essere valorizzati con true o false, la chiusura dei tag dev'essere a specchio (se viene aperto un Tag e prima di chiuderlo ne viene aperto un altro, è necessario chiudere prima il secondo tag e poi il primo), molti Tag e molti attributi sono scomparsi, i caratteri speciali vanno gestiti, insieme ad altre peculiarità , ma soprattutto esiste una DTD dedicata. Una pagina XHTML (ovvero un codice XHTML, dato che l'estensione della pagina prescinde dal codice in questo caso) non funziona se scritta scorrettamente e inviata con il mime type corretto (application/xhtml+xml). Quando è inviata come text/html funziona perché viene interpretata come html (con degli errori, quali i tag chiusi come <br />) solo che non rispetta lo standard e non gode dei suoi vantaggi, primo tra i quali la portabilità su browser e client differenti.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:12:34
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L'SQL nasce nel 1974 ad opera di Donald Chamberlin,nei laboratori dell'IBM. Nasce come strumento per lavorare con database che seguano il modello relazionale. A quel tempo però si chiamava SEQUEL (la corretta pronuncia IPA è [ˈɛsˈkjuˈɛl], o informale [ˈsiËkwÉ™l]). Nel 1975 viene sviluppato un prototipo chiamato SEQUEL-XRM; con esso si eseguirono sperimentazioni che portarono, nel 1977, a una nuova versione del linguaggio, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi SEQUEL/2 ma che poi divenne, per motivi legali, SQL. Su di esso si sviluppò il prototipo System R, che venne utilizzato da IBM per usi interni e per alcuni suoi clienti. Ma, dato il suo successo, anche altre società iniziarono subito a sviluppare prodotti basati su SQL. Nel 1981 IBM iniziò a vendere alcuni prodotti relazionali e nel 1983 rilasciò DB2, il suo DBMS relazionale diffuso ancor oggi. SQL divenne subito lo standard industriale per i software che utilizzano il modello relazionale. L'ANSI lo adottò come standard fin dal 1986, senza apportare modifiche sostanziali alla versione inizialmente sviluppata da IBM. Nel 1987 la ISO fece lo stesso. Questa prima versione standard è denominata SQL/86. Negli anni successivi si realizzarono altre versioni, che furono SQL/89, SQL/92 e SQL/2003. Tale processo di standardizzazione mirava alla creazione di un linguaggio che funzionasse su tutti i DBMS (Data Base Management Systems) relazionali, ma purtroppo questo obiettivo non fu raggiunto. Infatti, i vari produttori implementarono il linguaggio con numerose variazioni e, in pratica, adottarono gli standard ad un livello non superiore al minimo, definito dall'Ansi come Entry Level. Sql è un linguaggio di interrogazione pensato per interagire con i database relazionali. I teorici fanno però notare come le caratteristiche originali dell'Sql, ispirate al calcolo delle tuple, in realtà lo violino. Le sue estensioni più recenti supportano pienamente il Modello relazionale, ma hanno peggiorato le suddette violazioni. Inoltre, vi sono molte critiche sull'utilizzo pratico dell'Sql: * il linguaggio è piuttosto complesso; * non fornisce un modo standard per suddividere un lungo comando in comandi più brevi a cui ci si possa riferire tramite un nome (sebbene molte implementazioni in realtà forniscano questa funzionalità ); * le diverse implementazioni sono generalmente incompatibili tra loro; * si fa troppo affidamento sui valori NULL (un metavalore che secondo alcuni accademici dovrebbe indicare l'assenza di un valore, secondo altri dovrebbe indicare un valore sconosciuto, mentre nella pratica finisce per essere usato in entrambi i modi, o in uno solo, ma in modo incoerente)..
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inserita:: 30 Maggio 2008, 11:03:47
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ColdFusion è una tecnologia server originariamente macromedia, ora adobe, che elabora pagine con l'estensione .cfm. Venne rilasciato per la prima volta nel 1995, e l'ultima nel luglio 2007. Come tutti i linguaggi server-side, ad esempio PHP, ASP e Perl, le pagine non necessitano di compilazione, e quindi possono essere modificate con un normale editor di testo, come blocco note di windows, ma il codice sorgente è comunque non reperibile tramite HTTP.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 10:59:36
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Il linguaggio Java è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti, derivato dal C++ (e quindi indirettamente dal C) e creato da James Gosling e altri ingegneri di Sun Microsystems. Il gruppo iniziò a lavorare nel 1991, il linguaggio inizialmente si chiamava Oak. Il nome fu successivamente cambiato in Java a causa di un problema di copyright (il linguaggio di programmazione Oak esisteva già nel 1991). Java fu annunciato ufficialmente il 23 maggio 1995 a SunWorld. La piattaforma di programmazione Java è fondata sul linguaggio stesso, sulla Java Virtual Machine (JVM) e sulle API. Java è un marchio registrato di Sun Microsystems. Il 13 novembre 2006 la Sun Microsystems ha rilasciato la sua implementazione del compilatore Java e della macchina virtuale sotto licenza GPL[1]. L'8 maggio 2007 SUN ha rilasciato anche le librerie (tranne alcune componenti non di sua proprietà ) sotto licenza GPL rendendo Java un linguaggio di programmazione la cui implementazione di riferimento è libera. [2] JavaServer Pages, di solito indicato con l'acronimo JSP (letto anche talvolta come Java Scripting Preprocessor) è una tecnologia Java per lo sviluppo di applicazioni Web che forniscono contenuti dinamici in formato HTML o XML. Si basa su un insieme di speciali tag con cui possono essere invocate funzioni predefinite o codice Java. In aggiunta, permette di creare librerie di nuovi tag che estendono l'insieme dei tag standard. Le librerie di tag JSP si possono considerare estensioni indipendenti dalla piattaforma delle funzionalità di un Web server. Nel contesto della piattaforma Java, la tecnologia JSP è correlata con quella dei servlet. All'atto della prima invocazione, le pagine JSP vengono infatti tradotte automaticamente da un compilatore JSP in servlet. Una pagina JSP può quindi essere vista come una rappresentazione ad alto livello di un servlet. Per via di questa dipendenza concettuale, anche l'uso della tecnologia JSP richiede la presenza, sul Web server, di un servlet container, oltre che di un server specifico JSP detto motore JSP (che include il compilatore JSP); in genere, servlet container e motore JSP sono integrati in un unico prodotto (per esempio, Tomcat svolge entrambe le funzioni). JSP è una tecnologia alternativa rispetto a numerosi altri approcci alla generazione di pagine Web dinamiche, per esempio ASP o la più tradizionale CGI. Differisce da queste tecnologie non tanto per il tipo di contenuti dinamici che si possono produrre, quanto per l'architettura interna del software che costituisce l'applicazione Web (e, di conseguenza, sui tempi di sviluppo, la portabilità , la modificabilità , le prestazioni, e altri aspetti di qualità del software).
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inserita:: 30 Maggio 2008, 10:57:23
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Common Gateway Interface (acronimo CGI, in italiano: interfaccia comune, nel senso di standard, per gateway), è una tecnologia standard usata dai web server per interfacciarsi con applicazioni esterne. Ogni volta che un client richiede al web-server un URL corrispondente ad un documento in puro HTML gli viene restituito un documento statico (come un file di testo); se l'URL corrisponde invece ad un programma CGI, il server lo esegue in tempo reale, generando dinamicamente informazioni. Un programma (o uno script) CGI può essere scritto in qualsiasi linguaggio di programmazione (C/C++, Perl, PHP, Visual Basic, Tcl/Tk, AppleScript, ecc.), la scelta si basa sul sistema su cui girerà ; il Perl, il PHP e l'ASP sono comunque i linguaggi più comunemente utilizzati. Esempio pratico: visitando una pagina web, il server del sito che la ospita potrebbe aprire un'immagine e scrivere sulla pagina le sue dimensioni.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 10:51:43
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Perl è un linguaggio di programmazione ad alto livello, dinamico, procedurale e interpretato, creato nel 1987 da Larry Wall. Perl ha un singolare insieme di funzionalità ereditate da C, scripting shell Unix (sh), awk, sed e in diversa misura da molti altri linguaggi di programmazione, compresi alcuni linguaggi funzionali. Benché sia molto noto come linguaggio per lo sviluppo di CGI, Perl è stato creato inizialmente come ausilio ai sistemisti, come linguaggio di manipolazione di testo e file. Infatti è anche detto Practical Extraction and Report Language, ma questo è un acronimo assegnato dopo la creazione del nome o, in inglese, un "backronym". Pertanto secondo la documentazione stessa di Perl, non vi si dovrebbe mai riferire come "PERL", ma come "Perl" o "perl" a seconda che si intenda il linguaggio in quanto tale o una specifica implementazione rispettivamente. È anzi questa un'informazione utilizzata negli ambienti perlistici per distinguere "chi è del giro" da chi non lo è. Si è evoluto nel tempo, anche grazie ad un potente sistema di moduli, in un linguaggio a carattere più generale, comprendente l'elaborazione di immagini, l'interrogazione di banche dati, i processi di comunicazione via rete, ed utilizzabile in tutti quegli ambiti in cui non siano strettamente necessarie le performance di un linguaggio compilato più a basso livello, offrendo al contempo tempi di sviluppo molto più rapidi. È quindi anche utilizzato per la prototipizzazione di programmi da implementarsi in altri linguaggi. Il linguaggio è stato pensato per essere pratico (facile da usare, efficiente, completo) oltre che bello e "magico" (è questo un concetto tipicamente perlistico); esso non è mai stato pensato per essere compatto, elegante o minimale, infatti il suo motto più distintivo è riassunto nell'acronimo TMTOWTDI (There is More Than One Way To Do It), che in inglese molto indicativamente significa "c'è più di un modo per farlo". Tuttavia uno dei suoi maggior pregi è che grazie a tale ricchezza consente di risolvere con grande semplicità ed eleganza problemi che con altri linguaggi richiederebbero notevoli sforzi. Infatti Larry Wall ama ripetere che uno dei suoi obiettivi è "rendere le cose facili, facili e quelle difficili, possibili". Perl supporta sia il paradigma procedurale che quello ad oggetti, ha potenti funzioni per l'elaborazione dei testi ed è dotato di una della maggiori collezioni di moduli prodotte dalla sua vasta comunità di utenti.
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inserita:: 30 Maggio 2008, 10:50:11
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In informatica, le Active Server Pages (Pagine Server Attive, in genere abbreviato in ASP) sono pagine web contenenti, oltre al puro codice HTML, degli scripts che verranno eseguiti dal server per generare runtime il codice HTML da inviare al browser dell'utente (proprio per questo vengono in genere definite pagine web dinamiche). In questo modo è possibile mostrare contenuti dinamici (ad esempio estratti da database che risiedono sul server web) e modificarne l'aspetto secondo le regole programmate negli scripts, il tutto senza dover inviare il codice del programma all'utente finale (al quale va inviato solo il risultato), con un notevole risparmio di tempi e banda. I linguaggi utilizzati sono VB.NET, C# e J# (anche se il più utilizzato è proprio VB.NET). Grazie a questi linguaggi il sistema dinamico può comunicare lato server con tutti gli oggetti presenti sul sistema, infatti le possibilità offerte dal sistema sono fortemente orientate verso l'interfaccia con un corrispondente database, rendendo così possibile lo sviluppo di siti dinamici basati sulle informazioni contenute nel database. È possibile interfacciare le pagine ASP con qualsiasi tipo di database che abbia un driver OLE-db o ODBC, come ad esempio Access, SQL Server, MySQL, Oracle, Firebird, Sybase e tanti altri. Funziona ufficialmente solo sul web server Microsoft Internet Information Services (IIS). Nonostante questo, per quanti utilizzano piattaforme GNU/Linux è disponibile un emulatore che consente di eseguire i codici ASP senza dover riscrivere l'intero progetto ma soltanto una piccola porzione di esso. Nel diffuso web server Apache, ad esempio, è possibile utilizzare pagine dalla sintassi simile ad ASP installando e configurando il modulo Apache:ASP funzionante sulla base di Perl. In alternativa esiste inoltre un modulo generalmente noto come ChiliASP (su cui si basa il modulo SJSASP, Sun Java System Active Server Pages, disponibile sul sito di SUN). Una caratteristica molto apprezzata dagli utilizzatori dell'interprete ASP è la semplice e comprensibile sintassi di programmazione che rende la curva di apprendimento di tale linguaggio poco ripida. L'interprete ASP, tuttavia, presenta alcuni limiti, specialmente di prestazioni. Principali concorrenti di ASP sono il PHP, che funziona in modo molto simile, ma con una sintassi del tutto diversa dal VBScript, e l'unione di Perl e CGI, che è un meccanismo meno integrato nella sola pagina web e quindi più macchinoso da gestire, che tuttavia permette al programmatore più flessibilità . ASP è stato ufficialmente abbandonato, seppure continua ancora ad essere supportato e può funzionare sulle ultime versioni di IIS, in favore di ASP.NET, ormai giunto alla versione 3.0, che consente di creare applicazioni web su piattaforma Microsoft che possono sfruttare anche funzionalità avanzate e, soprattutto, contare su un'infrastruttura molto più avanzata, qual è quella offerta dal .NET Framework in accoppiata con IIS 6.
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